Quegli sporchi finanziamenti europei per fermare le migrazioni

I recenti accordi bilaterali promossi dall’Unione Europea con Turchia, Afghanistan e alcuni Paesi del Corno d’Africa vanno a configurare un approccio alla cooperazione e ai fenomeni migratori fondato sulla sicurezza. La priorità dei Governi europei sembra essere l’esternalizzazione delle frontiere, demandando a regimi autocratici, Paesi instabili e polizie altrui la gestione dei confini. In particolare, attraverso il “Processo di Khartoum”, regimi in aperta violazione dei diritti umani si trasformano in interlocutori credibili e alleati per tenere richiedenti asilo e profughi lontani dai confini dell’Europa. Gli fa eco il “Migration Compact” italiano.

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Cambiamenti climatici, uniti per evitare la catastrofe

Le reazioni a caldo all’elezione di Trump di alcuni militanti e attivisti che si battono a favore del clima, riuniti per i colloqui annuali COP22 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Marrakech. “La decisione di eleggere un nemico del clima pesa come una condanna a morte” è la critica più forte. E si dice no al negazionismo del nuovo presidente USA che vuole lo status quo a favore dell’industria petrolifera americana. Agli Stati Uniti si chiede di mantenere gli impegni climatici per evitare di scivolare inevitabilmente verso una grande crisi.

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Giornalisti nel mirino, i Paesi con crimini rimasti impuniti

Il nuovo report Impunity Index, curato dal Commitee to Protect Journalist (CPJ), evidenzia come svolgere la professione del giornalista nel mondo sia sempre più difficile. Sono 13 i Paesi che presentano più di cinque casi di crimini di operatori dell’informazione rimasti impuniti. Messi insieme costituiscono l’80% degli omicidi irrisolti avvenuti in tutto il mondo negli ultimi dieci anni. Presente in classifica anche l’Africa con la Somalia, il Sud Sudan e la Nigeria. Questo per fermarsi agli omicidi. Ma a essere primi nella lista sono l’Iraq, con 71 casi di omicidio rimasti irrisolti, seguito dalle Filippine (41 casi).

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Land grabbing, crimine contro l’umanità sotto giurisdizione CPI

Recentemente la Corte Penale Internazionale ha annunciato una modifica ai criteri per la selezione dei casi e alla politica stessa per la definizione delle priorità della Corte. Saranno perseguiti anche i reati commessi, o che comportano “la distruzione dell’ambiente, lo sfruttamento illegale delle risorse naturali, oppure l’espropriazione illegittima dei terreni”. Tutto è nato dalla mobilitazione dovuta alle violenze, uccisioni, stupri ed espropri in Cambogia legati alla deforestazione e all’acquisizione forzata della terra. Ora tali azioni saranno considerate al pari dei reati più gravi passibili di processi penali internazionali..

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Emigrazione e omosessualità, accoglienza e asilo per i LGBT

In più di 70 Paesi del mondo l’omosessualità è ritenuta un reato e penalizzata. In particolare preoccupa la diffusione di leggi fortemente omofobe in Gambia, Nigeria, Kenya, Uganda. Per la persona gay, lesbica, bisessuale, transgender o transessuale rimangono solo due possibilità: una vita di occultamento del proprio orientamento sessuale o identità di genere, oppure la fuga. Una volta in Europa, esistono norme e sentenze che dovrebbe garantirgli asilo politico o una forma di protezione internazionale. L’UNHCR è, da anni, in prima linea affinché queste richieste, definite SOGI claims, vengano trattate in maniera corretta. Nello stesso senso, spingono alcune associazioni come MigraBO LGBT di Bologna.

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Rotte del terrore, nuovi campi di tortura a scopo di estorsione

Nel periodo tra il 2009 e il 2014, nella penisola del Sinai si verifica una nuova forma di tratta: i migranti, principalmente di origine eritrea, vengono rapiti e portati nei cosiddetti “campi di tortura” a scopo di estorsione. La mancanza di interesse internazionale sulle atrocità avvenute nella regione e la violenza sancita dagli Stati in forma di politiche anti-immigrazione hanno impedito di combattere in modo efficace le violenze contro i migranti, quando invece ci sarebbe soprattutto bisogno di vie legali e sicure per l’immigrazione. Oggi questo tipo di rapimenti si verificano anche in altre aree incluse Libia, Sudan e Yemen.

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Relocation, i numeri del fallimento europeo

Da settembre 2015 a luglio 2016, l’Italia è stata coinvolta in 843 ricollocamenti, delle quali 203 solo nello scorso mese di marzo. I posti messi a disposizione, nel complesso, sono 2.428, circa il 7% del totale necessario. Le destinazioni principali sono state Francia, Finlandia, Portogallo e Paesi Bassi. Una briciola o quasi dell’effettivo flusso di arrivi, richieste e necessità cui l’Italia fa fronte quotidianamente. Secondo quanto pubblicato dal Consiglio Italiano Rifugiati nel primo semestre del 2016 sono state esaminate 53.873 domande (nell’intero 2015 erano state 71.117), il 65% delle quali respinte.

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Diritti ambientali e delle donne, due facce della stessa medaglia

Viviamo in un mondo in cui il cambiamento climatico sta avvenendo ad un ritmo molto più veloce del previsto. Non più una minaccia in un lontano futuro, il suo impatto sta già causando devastazione nei confronti di persone ed ecosistemi in tutto il mondo. Viviamo anche in un mondo dove una donna su tre sperimenta violenze fisiche e/o sessuali, e dove, nonostante le donne siano circa il 50% della popolazione mondiale, solo circa un parlamentare su cinque è donna. Esiste un collegamento tra Il diritto delle generazioni future a un pianeta sicuro e i diritti delle donne a vivere libere dalla violenza e dall’oppressione.

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Donne saudite contro il sistema di sorveglianza maschile

Nell’ambito degli sforzi per porre fine alle leggi draconiane contro le donne nell’area del Golfo, le donne saudite hanno lanciato una campagna su Twitter per chiedere la fine della tutela maschile sul lavoro, il diritto di proprietà e la possibilità di viaggiare. La campagna segue la pubblicazione di un corposo rapporto di Human Rights Watch sulla questione. Moltissimi sostenitori da ogni parte del mondo hanno aderito a questa campagna, usando l’hashtag #TogetherToEndMaleGuardianship.

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Pakistan, fa sperare disegno di legge a tutela delle donne

Il Punjab Women’s Protection Act potrebbe essere un primo esempio di tutela reale nei confronti dell’universo femminile vittima nel Paese di discriminazioni e incredibili violenze. Mentre è ancora viva l’emozione causata dall’assassinio di Qandeel Baloch, la 26enne seguitissima sui social, brutalmente assassinata lo scorso agosto da suo fratello proprio perché “si mostrava troppo” su Instagram e Facebook.

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