PA, i giochetti del Governo e la Missione Trasparenza

Dopo aver promesso l’accesso totale ai dati della Pubblica Amministrazione, il governo ha finalmente presentato la bozza di legge. Ma, nonostante petizioni come quella promossa dalla comunità Riparte il futuro per la revisione del decreto e proposte operative come quella, articolata, di Foia4Italy, il testo presentato, sebbene preliminare, non pare rappresentare una seria riforma sull’accesso dei dati raccolti dallo Stato. Nostra intervista a Claudio Cesarano dell’associazione Diritto di Sapere, creata per l’espansione del diritto umano di accesso all’informazione, e promotrice del citato progetto Foia4Italy.

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Lampedusa e gli hotspot, metodo che favorisce la clandestinità

Il nuovo sistema degli hotspot resta un esperimento ma comporta l’attuazione di politiche, elaborate a livello europeo, che violano i diritti: questi centri hanno l’obiettivo di dividere i migranti in diverse categorie direttamente dopo il loro arrivo via mare, distinguendo tra potenziali rifugiati e migranti economici. Tuttavia, al momento non mancano le pratiche discriminatorie e di violazione dei diritti umani per tutte le categorie, anche quella attualmente “privilegiata”. Un’analisi della situazione di openDemocracy e da noi tradotta.

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Il femminismo nero che racconta la storia dell’Africa

“Dovremmo essere tutti femministi”, è il titolo dell’ultimo libro della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. “Tutti”, non tutte”, perché un/una femminista è qualcuno che dice: sì c’è un problema di genere oggi e noi dobbiamo risolverlo, noi tutti dobbiamo far meglio. Ma i movimenti delle donne hanno sfumature e colori. Quelli africani, e le loro protagoniste, trascendono i canoni occidentali: esiste infatti un femminismo africano – per quanto a molti possa sembra strano o suonare come una novità. Perché il femminismo non è neutro, non è assoluto, e sarebbe un peccato non conoscerla questa storia nera del femminismo.

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Angola, i social media nel mirino del presidente

Il 99% della popolazione dell’Angola, cioè coloro che non sono imparentati né comunque vicini all’élite del partito di governo MPLA, si trova a dover affrontare nuovi contraccolpi. E negli ultimi 36 anni non ne ha subiti pochi. Adesso la minaccia pende sullo spazio digitale angolano, dato che i social media sono diventati l’ultimo obiettivo del presidente Dos Santos nel suo tentativo di soffocare la società civile e reprimere il malcontento. Le intenzioni del presidente, rese note attraverso un annuncio informale durante il tradizionale discorso presidenziale per il nuovo anno, non rappresentano una buona notizia per le poche libertà civili rimaste in Angola.

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Idomeni, la migrazione delle “anime nere”

Sembrano immagini che vengono dal passato. Immagini di sofferenze superate, sanate. Ma è la realtà con cui dobbiamo fare i conti. La gente preme ai posti di blocco, sui fili spinati, contro i muri e le barricate, costretti a subire le angherie di poliziotti che eseguono ordini e di governanti che quegli ordini li danno. Costretti alla “ritirata” dai gas lacrimogeni. Come si fa con i delinquenti. Ma sono famiglie. Sono bambini. E si dimentica che le migliaia di persone che premono alle frontiere non sono immigrati economici – magari una minima parte – ma scappano dalle guerre e le destabilizzazioni provocate anche dagli interventi e dalle politiche europee.

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Chiudere Guantanamo per sempre, per Obama è la volta buona

Di 783 prigionieri ne rimangono 91. Il presidente USA si dice convinto che si va verso la chiusura. Molte però le voci critiche secondo le quali il periodo pre-elettorale non agevolerà la chiusura della struttura che – si obietta – non ha oggi maggiori chance di essere chiusa di quante ne avesse prima. Va ricordato che nel corso della presidenza Obama molti detenuti sono stati rilasciati e “trasferiti” da uomini liberi in altre nazioni, compresi Paesi africani, provocando non poche polemiche e preoccupazioni da parte delle popolazioni locali e delle Organizzazioni per la difesa dei diritti umani.

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In America Latina il più alto tasso al mondo di femminicidi

A giocare un ruolo in questo triste primato anche la diffusione e l’estrema violenza delle gang e la misoginia imperante. A questi vanno aggiunti il traffico di esseri umani e l’uso delle donne per le più pericolose delle attività criminali. Il femminicidio e la maggioranza delle impunità che lo circonda è un tema caldo per le forze dell’ordine in tutta la regione dell’America Latina.
Un problema fondamentale che ostacola il progresso è che “la legge non protegge le donne che sono coinvolte nel crimine organizzato”, come sottolinea il procuratore generale del Guatemala Aldana. Tutto ciò nonostante il fatto che molte donne sono costrette a unirsi ai sistemi criminali.

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Robot-giornalisti, l’ultima frontiera dell’informazione

Vantaggi e svantaggi del giornalismo automatico che sta producendo risultati ‘convincenti’ con l’ausilio di particolari software. I vantaggi del cosiddetto “giornalismo automatico” riguardano la velocità di scrittura, la possibilità di cercare e gestire una mole significativa di dati in poco tempo, minori costi nella produzione delle notizie. Secondo Noam Lemelshtrich-Later tutto questo non può che portare a nuove sfide per il vecchio giornalismo, costretto ad alzare il livello di approfondimento per non restare appiattito su una produzione facilmente sostituibile dagli algoritmi. Sarà così?

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“Mangime per le macchine”, in Cina la fabbrica dei suicidi

Tradotte e pubblicate le poesie del giovane operaio suicida Xu Lizhi. Anche lui lavorava per la Foxconn. Numerosi i casi di operai che si sono tolti la vita a partire dal 2010 per le condizioni di lavoro disumane e alienanti a cui erano sottoposti, con turni di lavoro di 12 ore spesi in attività del tutto spersonalizzanti. Ma la Foxconn non è un caso isolato: vari casi di suicidio sono stati denunciati in altre aziende. Paradigmatico è il sistema di lavoro di Eupa, che costringe 17.000 operai provenienti da ogni parte della Cina a organizzare la propria vita in modo che sia iperproduttiva per il sistema.

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