Condannati ad andare a piedi

Ci sono luoghi dove anche prendere un mezzo di trasporto pubblico può essere un lusso. In Ghana chi vive nelle aree più remote si sposta a piedi per raggiungere un villaggio vicino o il mercato. L’incremento delle tariffe, per l’accresciuto prezzo della benzina, sta rendendo ancora più difficile la vita di queste persone. Ma qui, probabilmente, non ci saranno le proteste che stanno infiammando la Tunisia. Non ci sarà ribellione. Solo rassegnazione e la lotta quotidiana per andare avanti.

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Ghana, dove la schiavitù non è mai finita

Elmina e Cape Coast Castel sono oggi splendide fortezze affacciate sul Golfo di Guinea. Ma nei secoli scorsi hanno rappresentato il terrore per milioni di schiavi che qui venivano ammassati in attesa del viaggio verso le Americhe. Sono rimasta a fissare i muri freddi delle prigioni sotterranee dove uomini e donne rimanevano al buio, senza acqua né cibo, in catene. Ma ancor più duro da accettare è il fatto che in Ghana (come altrove) la schiavitù esiste ancora.

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Sudan: conto alla rovescia per il referendum, scontata la nascita del Sudan del Sud

Il 9 gennaio si terrà il referendum per decidere l’eventuale creazione del nuovo Stato: con tutta probabilità, il più grande Paese africano si dividerà in due. Ecco una panoramica sulle opinioni più recenti dei blogger riguardo l’imminente votazione: qualcuno accenna anche a possibili conseguenze negative, violenze incluse.

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Vivere a Gyetiase: quando è il bianco ad essere nero (parte II)

Oggi il vero pioniere non è chi arriva in luoghi meravigliosi e incontaminati ma chi va in posti degradati e poveri. Dove se prendi la malaria e non hai le medicine muori. Dove gli odori sono spiacevoli, dove nessuno vorrebbe mai andare. Né tanto meno vivere. Ma dove, se offri una caramella a un bambino, questo ti mette davanti il più piccolo e gli allunga la mano in modo che tu la dia a lui per primo.

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Vivere a Gyetiase: quando è il bianco ad essere nero (parte I)

Può capitare che il bianco prenda il posto del nero. Quando accade, la prospettiva cambia e la lente con cui guardavi le cose intorno a te è da buttare via. Ciò può accadere, per esempio, quando vivi da un pò di tempo in un villaggio africano come quello di Gyetiase in Ghana — che non riuscirete a trovare su nessuna cartina, neppure sulla più aggiornata Google Map.

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Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010

Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell’Africa francofona. Questo post riassume il 2010 visto attraverso le lenti dei media partecipativi per come sono stati rilanciati dal team di Global Voices Online.

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"Foolish Flower": tra attualità e poesia dal Madagascar

A pochi giorni dalle elezioni referendarie che hanno approvato il progetto di modifica costituzionale proposto dal Presidente del Madagascar Andry Rajoelina – grazie al quale costui potrà restare nella carica assunta con un golpe nel 2009 – il blogger malgascio espatriato Lova Rakotomalala ha trovato riscontro ai suoi sentimenti in un componimento del poeta Rado (Georges Andriamanantena).

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Le priorità dei “governi”. Il caso del Madagascar

A lungo fuori dal radar mediatico, da due anni sotto il regime militare di Andry Rajoelina, il Paese ha visto l’ennesimo tentativo di golpe nel recente referendum costituzionale. Nel frattempo crescono i problemi, incluso il traffico illegale di legno pregiato e la diffusa povertà. Con un’economia fragile e un patrimonio ambientale ingente ma in grave pericolo, servirebbe maggiore attenzione dalla comunità internazionale e non certo l’alternarsi di repentini rovesciamenti istituzionali.

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Kenya: le ricadute derivanti dall’aumento mondiale del prezzo del grano

In uno scenario di crisi economica, la crisi del grano russo ha rilanciato l’attenzione sulle problematiche del settore alimentare e sull’instabilità dei prezzi dei beni di prima necessità. La destabilizzazione attuale sembra essere un fenomeno in fieri, che non ha ancora pienamente rivelato le sue conseguenze nel medio-lungo periodo. A pagare saranno soprattutto i Paesi in via di sviluppo, come il Kenya, che basano la propria alimentazione sui derivati del grano.

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Il mercato del cotone: quali opportunità per i Paesi africani?

L’aumento del prezzo del cotone sul mercato internazionale rappresenta un’opportunità per i Paesi africani produttori dell’oro bianco. Da sempre scalzati dalla supremazia statunitense e asiatica, gli Stati dell’Africa hanno la possibilità di crescere e di conquistare una posizione importante nel mercato della fibra più utilizzata al mondo. (Ripreso da Equilibri.net, con autorizzazione)

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