Rifugiati, falso che siano il ‘cavallo di Troia’ del terrorismo

I leader dei Paesi europei e degli Stati Uniti sono restii ad ammettere che la principale minaccia terroristica nei confronti dei Paesi occidentali proviene da estremisti nati e cresciuti su territorio nazionale. Da quando Donald Trump, lo scorso 27 gennaio, ha firmato l’Ordine Esecutivo sull’immigrazione, il mondo politico e agenzie come l’Europol hanno iniziato a sostenere che esiste uno stretto legame tra l’arrivo dei profughi e l’insorgenza di attacchi terroristici. Tuttavia, recenti e approfonditi studi hanno dimostrato, per esempio, che tra il 1975 e il 2015 siano stati più di 3,2 milioni i profughi accolti negli Stati Uniti e durante questo periodo sono stati solo tre i cittadini americani uccisi per mano dei cosiddetti “terroristi rifugiati”.

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L’impatto della povertà e stati d’ansia sulla salute delle donne

Da un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Cambridge è emerso come le donne che abitano in luoghi poveri e deprivati abbiano il 60% di probabilità in più di soffrire di ansia rispetto agli uomini o a coloro che vivono in zone più ricche. Nervosismo, stress, irritabilità, insonnia ed eccessive e incontrollabili preoccupazioni sono tutti sintomi riconducibili al Disturbo d’Ansia Generalizzato, disturbo che colpisce maggiormente il sesso femminile. Tuttavia, alla luce dei risultati ottenuti i due sessi sembrano manifestare gli effetti dello stress in maniera totalmente opposta. Ma quali sono le reali ragioni alla base di questo problema e come può essere affrontato? Questo articolo cerca di dare qualche risposta.

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Copti in Egitto, non solo pedine politiche per ISIS e al-Sisi

I recenti attacchi non possono essere visti solo come mera resistenza militare all’autoritarismo del Governo egiziano. Quando, lo scorso aprile, l’ISIS ha rivendicato il doppio attentato alle due chiese copte indicando i nomi degli attentatori suicidi, ha anche lanciato un altro avvertimento ai “crociati”. “Il conto tra noi e loro è davvero alto e i miscredenti devono capire che pagheranno ancora con il sangue dei loro figli, che scorrerà a fiumi, se Allah vorrà.” Ma di che “conto” si tratta? Un’analisi tradotta da openDemocracy.

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Migranti climatici, urge una protezione giuridica internazionale

A causa del cambiamento climatico, o per disastri ambientali quali uragani e tempeste, o l’innalzamento del livello dei mari e la desertificazione, le migrazioni causate da calamità naturali sono un fenomeno destinato a diventare sempre più importante. Per affrontare questo tipo di emergenze serve l’adozione di nuove normative sovranazionali a tutela dei rifugiati ambientali, attualmente del tutto carenti. Gli Stati, soprattutto quelli più vulnerabili, dovranno inoltre anticipare risposte, sia in ottica preventiva di riduzione dei rischi che in chiave di adattamento.

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Cina: espianto illegale di organi, contestate le presunte riforme

Il Governo cinese afferma di aver messo al bando la pratica dell’espianto di organi provenienti da detenuti condannati a morte o prigionieri di coscienza, in primis i seguaci del movimento spirituale di ispirazione buddista Falun Gong, ma recenti rivelazioni da parte di due eminenti ricercatori cinesi mostrano prove del contrario. Le autorità internazionali dovrebbero richiedere un resoconto completo sulla reale provenienza degli organi trapiantati nel Paese nel corso degli ultimi anni prima di credere a qualsiasi altra affermazione su presunte riforme.

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USA e rifugiati: ecco gli obblighi giuridici per l’accettazione

Lo scorso 27 gennaio, il neo presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con il quale viene impedito temporaneamente l’ingresso negli Stati Uniti alla maggior parte dei rifugiati e sospeso il rilascio dei visti per i cittadini che provengono da sette Paesi a maggioranza musulmana. Traduciamo un’intervista di The Conversation a Liam Thornton, professore associato di Diritto all’University College di Dublino, che esprime il proprio giudizio sulla legittimità di questa scelta in rapporto alle norme del diritto internazionale.

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L’Intelligenza Artificiale e le implicazioni sui diritti umani

Nel 1984, William Gibson scriveva un romanzo rivoluzionario, “Neuromante”. Allora l’IA rientrava quasi interamente nel regno della fantascienza. Oggi, tuttavia, la convergenza di algoritmi complessi, lo sviluppo di Big Data e la potenza di calcolo hanno dato vita a un mondo in cui l’IA solleva una serie di problemi importanti nel campo dell’etica e dei diritti. Dai sistemi di armamento a quelli automatici di analisi predittiva utilizzati anche dalle forze dell’ordine, l’IA sta mostrando gravi rischi quando applicata nella vita reale e quotidiana degli individui.

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Sei più istruito? Non per questo sei più tollerante

È opinione comune che il grado di tolleranza di un individuo auomenti con il suo livello d’istruzione. I recenti avvenimenti politici suggeriscono tuttavia che questa linea di ragionamento è troppo semplicistica. I sentimenti contrari agli immigrati – sia nel voto per la Brexit che nell’elezione di Trump – sono risultati evidenti nonostante i crescenti livelli d’istruzione dei cittadini britannici e americani. Nostra traduzione di un’analisi sociologica da The Conversation, che indaga sugli effetti dell’aumentata competitività nel mercato del lavoro e sull’insicurezza economica.

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Pedofili on line, come parlano ai bambini

Internet ha cambiato radicalmente le nostre vite. Al luglio scorso risultava connessa alla Rete circa il 40% della popolazione mondiale, quasi 3,5 miliardi di utenti. Oggi Internet viene tuttavia utilizzato anche per commettere crimini terribili come lo sfruttamento sessuale dei bambini. Questo tipo di violenza può assumere diverse forme, proprio come nel mondo reale. Tra queste, la pedopornografia e l’adescamento di minori. Una ricerca sul’uso delle parole per irretire i bambini.

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Trump e Brexit, giornalismo di qualità per evitare nuovi errori

Le autocritiche non bastano. Per evitare distorsioni della realtà e previsioni totalmente sbagliate, come è accaduto per le elezioni del presidente Usa e il referendum Brexit, bisogna tornare a un giornalismo di qualità e di verifica delle fonti. C’è da rafforzare il rigore e l’indipendenza rispetto alle influenze della politica e occorre promuovere la qualità degli spazi pubblici di dibattito, contribuendo a una crescita nell’uso dei social. Altrimenti si rischia di tornare – ma già in realtà ci siamo dentro – al giornalismo scandalistico del passato.

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