Genocidio Rwanda, storie dimenticate di umanità

È facile ricordare il male, parlarne e scriverne affinché la memoria non si perda. Soprattutto quando si tratta di ricordare un genocidio, come quello ruandese, perpetrato con una ferocia bestiale, in un tempo brevissimo e sotto gli occhi (e le telecamere) del mondo intero. Ma anche quel genocidio così terribile ha avuto i suoi eroi, persone che sono riuscite a conservare lucidità e umanità mentre intorno il virus della violenza infettava con incredibile velocità.

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Dove la povertà è un virus che non ha un vaccino

Avete mai sentito parlare di un uragano in un piccolo villaggio africano? Di quello che significa per i suoi abitanti, di quanti danni provoca, di quante vite si porta via? No, perché non fa notizia. Non interessa a nessuno perché – dopotutto – riguarda piccole porzioni di territori, i danni che provoca sono circoscritti a pochi beni e poche centinaia di persone e se muore qualcuno cosa vuoi che conti rispetto alle migliaia che servono per andare in prima pagina?

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In Ghana è emergenza suicidi, anche bambini e adolescenti

Un vero e proprio allarme sociale che si scontra con lo stereotipo degli “africani poveri ma sempre sorridenti”. In un anno circa 1.800 persone si sono tolte la vita, ma potrebbero essere di più considerato lo stigma che circonda il suicida e il fatto che esiste una legge che condanna e punisce l’atto. Povertà, mancanza di prospettive per il futuro, assenza di cure da parte dei genitori, ma anche fallimenti scolastici, sono tra le principali cause di suicidio.

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Ghana, tutti gli uomini del presidente

Ormai sono settimane che i media ghanesi se ne occupano. Editoriali, articoli, news nei giornali radiofonici. E il titolo generale per tutti potrebbe essere: Tutti gli uomini del presidente. Il presidente è John Dramani Mahama, gli uomini sono il suo staff, 678, una cifra sconsiderata per molti. Come svolgono il loro lavoro, hanno competenze, sono insomma le persone giuste al posto giusto? Clan e religione, sono i due principi con cui si risponde ad ogni problema, anche a livello politico: dalla mancanza di lavoro alla mancanza di corrente elettrica per giorni, dall’aumento dei prezzi all’attuale, seria, svalutazione della moneta ghanese.

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La Rete sulle tracce dei bracconieri, mercenari senza scrupoli

Il fenomeno del bracconaggio è cresciuto a tal punto che, ormai da tempo, non rappresenta più un aspetto privato che riguarda cacciatori e personaggi senza scrupoli che uccidono per far soldi o per diletto, ma è un problema che riguarda l’intero pianeta e la sua conservazione. E sta producendo – e produrrà – danni che non sono molto lontani dal manifestarsi.In occasione del World Wildlife Day il 3 marzo prossimo, un’inchiesta di Voci Globali sulle attività online a contrasto dei cacciatori di frodo.

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Mugabe, l’African Renaissance e il pregiudizio razziale

Una riflessione su alcuni meccanismi mentali e sul rancore che certuni nutrono nei confronti dei bianchi considerati ancora la causa dei problemi del continente, a partire dallo schiavismo, passando per la colonizzazione arrivando allo sfruttamento delle risorse naturali. Ma molti manifestano invece disappunto nei confronti dei propri leader o persino dell’Unione Africana che qualcuno giudica un leone senza denti. A riprova che, al di là delle propagande, come quella del presidente dello Zimbabwe, ci sono anche molti su cui non funziona la distrazione del male che sta, stava e forse sarà sempre altrove. Possibilmente in Occidente.

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Sodoma e Gomorra, la discarica nera dell’Occidente

Luoghi maledetti al mondo: il primo è ad Accra, in Ghana. La grande discarica di Agbogbloshie si è ingrandita al ritmo del progresso dell’elettronica e dell’hi-tech, la proporzione è semplice: più cellulari, frigoriferi, computer di nuova generazione si acquistano nei Paesi occidentali più ne arrivano quaggiù di quelli dismessi. Il “materiale” arriva – spesso illegalmente – come prodotto di seconda mano o persino come donazione e ne vengono estratte, a mani nude, tutte le parti rivendibili.

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Voci Globali, un progetto aperto e condiviso

Accade in ogni situazione, pubblica o privata, di trovarsi al cosiddetto ‘turning point’. Il momento in cui si gioca il tutto per tutto, si raddoppiano le energie, si moltiplicano gli sforzi. Per noi di Voci Globali questo momento è adesso. Riflessioni sul futuro delle attività di Voci Globali, associazione di promozione sociale e sito di citizen journalism concentrato sui temi della giustizia sociale e dei diritti umani, ma anche una scaletta degli impegni che ci attendono in questo 2014.

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Auguri dal Ghana, solo pane per Natale

Auguri di buone festività ai nostri lettori di tutte le fedi, insieme a qualche riflessione sulla povertà che ci invia Antonella Sinopoli dal villaggio di Aflasco, in Ghana, “uno degli innumerevoli e sconosciuti mondi della povertà. Che sono qui in Africa e che sono lì in USA e che sono lì a Calcutta e che sono lì in Italia. Io ho scelto questo mondo qui e da questo mondo vi auguro – e vi auguriamo, io e chi compra il mio pane – di trascorrere feste felici. E di provare sempre una gioiosa gratitudine alla vita.”

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Essere donne in Ghana, tra tradizione e povertà

Essere donna è un privilegio, uno sguardo aperto sul mondo da una prospettiva unica. Ma essere donna ha “conseguenze” specifiche legate al luogo in cui si è nate, in cui si vive, in cui si impara… qualche volta a sopravvivere più che a vivere. Come in Ghana. Paese d’eccellenza per la tenuta democratica, riserva grandi contraddizioni per l’universo femminile, a causa di fenomeni quali la trokosi o le mutilazioni genitali.

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