Nigeria, protezione costituzionale per gli sfollati interni

[Traduzione a cura di Benedetta Monti, dall’articolo originale di Romola Adeola pubblicato su The Conversation]

Foto Flickr della Commissione Europea DG ECHO, Sfollati a causa di Boko Haram, licenza CC.
Foto Flickr della Commissione Europea DG ECHO, Sfollati a causa di Boko Haram, licenza CC.

In Nigeria, il problema degli sfollati interni ha assunto proporzioni notevoli: oltre due milioni di persone sono dovute fuggire dalle loro case a causa della violenza di Boko Haram nel Nordest del Paese, mentre milioni di altre ancora sono scappate per cause diverse, compresi i disastri naturali o per far posto a progetti per lo sviluppo.

La gravità della questione ha portato a richieste di soluzioni legislative concrete per proteggere e promuovere i diritti degli sfollati interni: questo è il motivo per cui l’assenza di un quadro legislativo nazionale per gestire la crisi sta ricevendo molta attenzione.

Si riflette anche sulla necessità di introdurre emendamenti alla Costituzione. La crescente ondata di sfollati nel Nord del Paese ha conseguenze di vasta portata per la stabilità politica nazionale. Dato che la Costituzione obbliga il Governo a salvaguardare il benessere di tutti i nigeriani, è imperativo che ci sia una protezione a livello costituzionale anche per le persone in fuga.

Su questo argomento esistono già alcune esperienze. La Costituzione etiope riconosce il diritto dei pastori a non essere sfollati, e prevede anche la protezione per gli sfollati. La Corte costituzionale colombiana, nel 2004, ha dichiarato che la situazione degli sfollati interni nella nazione è “incostituzionale“, anche se nella Carta colombiana non è prevista alcuna disposizione esplicita al riguardo.

Le probabili radici giuridiche

La Nigeria è uno Stato membro della Convenzione per la Protezione e l’Assistenza agli sfollati interni dell’Unione Africana (Convenzione di Kampala), e per questo motivo viene data particolare attenzione alla necessità della nazione di allineare il proprio sistema giuridico nazionale a tale Convenzione.

Fino ad ora, tuttavia, nel dibattito sull’introduzione di strumenti legali per affrontare il dramma degli sfollati è stato ignorato il ruolo della Costituzione. Che invece è molto significativa perché, tra le altre cose, stabilisce gli obiettivi politici dello Stato e contiene disposizioni riguardo ai diritti umani fondamentali.

Nella gerarchia delle norme nazionali, la Costituzione è considerata la legge suprema. La sua essenza, indicata nella prefazione, è la necessità di garantire il benessere del popolo nigeriano.

Promuovendo questo obiettivo, la Carta sottolinea le aree strategiche della politica a cui il Governo deve dare priorità, e inoltre prevede che i diritti umani fondamentali debbano essere rispettati, e che possa essere richiesto un risarcimento nel caso in cui questi siano violati.

Si può pensare che l’omissione del ruolo della Costituzione nella protezione degli sfollati interni com’è avvenuto sino ad oggi si possa trovare nella rigidità dei suoi emendamenti, ma la storia recente ha dimostrato che, se necessario, è possibile modificarla.

E ci sono due motivi per seguire questa strada.

Perché è utile una protezione costituzionale

Un rafforzamento della protezione a livello costituzionale porterebbe il problema degli sfollati interni dall’essere una mera preoccupazione altruistica e umanitaria ad autentico problema dello Stato. E quindi necessiterebbe di una risposta istituzionale sistemica.

Dato che la Costituzione è il fulcro per la formazione e l’operatività di un governo, l’inclusione di norme a favore degli sfollati interni nelle proprie disposizioni servirebbe come base solida per ottenere che i vari organi dello Stato agiscano in modo efficace.

Un rafforzamento della Carta garantirebbe inoltre ai cittadini di poter richiedere in modo legittimo protezione dalle decisioni arbitrarie dello Stato che possono risultare come conseguenza dello sfollamento, senza ricorrere agli standard internazionali.

Ciò è particolarmente importante per i casi in cui le persone vengono obbligate a lasciare la propria casa per fare spazio a progetti di sviluppo. Una protezione costituzionale darebbe agli sfollati l’opportunità di esercitare i propri diritti a una protezione adeguata contro l’impoverimento causato dalla distruzione dei loro mezzi di sostentamento.

Ma in che modo può essere rafforzata la protezione costituzionale?

Sono stati proposti due modelli: il primo come inserimento di una clausola nel Capitolo II della Costituzione del 1999, il secondo invece come inserimento di un diritto specifico nel Capitolo IV.

La tutela degli sfollati

Il Capitolo II della Costituzione (dal paragrafo 13 al 24) prevede gli Obiettivi fondamentali e i Principi sull’orientamento della politica dello Stato. I citati Principi stabiliscono l’orientamento della politica strategica statale nella realizzazione di una società democratica, equa e egualitaria.

Illustrano inoltre le priorità politiche in merito ai problemi economici, politici, sociali e ambientali. Per preservare l’ordine sociale, secondo il paragrafo 17 della Costituzione del 1999, lo Stato è incaricato di orientare la propria politica a favore di tutti i cittadini. Inoltre riconosce in modo specifico la necessità di proteggere i bambini, i giovani e gli anziani.

A questo scopo, sono state sviluppate politiche nazionali relative ai bambini e ai giovani. Nel 2001 è stata sviluppata una Politica nazionale sui giovani, che è stata rivista nel 2009. Lo scopo di questa politica era quello di favorire la partecipazione dei giovani e promuovere lo sviluppo a loro favore. Nel 2007, la Nigeria ha sviluppato una Politica nazionale sui bambini per promuovere l’impegno da parte delle parti interessate sui diritti dei bambini.

Ma un aspetto negativo riguardo al rafforzamento della protezione per gli sfollati interni nei Principi sull’orientamento è il fatto che le disposizioni non sono vincolanti dal punto di vista giuridico. In quanto tali, non possono essere essere fatte valere in tribunale. Per aggirare questa situazione, una proposta alternativa è quella di inserire un diritto specifico alla protezione delle persone sfollate all’interno del capitolo IV.

Il capitolo IV della Costituzione (dal paragrafo 33 al 46) tratta i diritti umani fondamentali. Dato che i diritti contenuti in questo capitolo possono essere fatti valere per legge, l’inserimento di un diritto specifico garantirebbe agli sfollati interni di avere uno strumento legittimo per ricorrere presso i tribunali nazionali.

Un esempio di disposizione che potrebbe essere inserita in questo capitolo è:

Ogni persona identificata come sfollato interno ha il diritto di essere protetta e aiutata.

Per determinare quale tipo di protezione e aiuto prevedere in questi casi, una risposta potrebbe essere fornita dagli organi giudiziari, in particolare si dovrebbe fare riferimento ai principi guida sugli sfollati interni delle Nazioni Unite e alla Convenzione di Kampala, che la stessa Nigeria ha approvato.

Le prospettive per il futuro

Nel gennaio di quest’anno, l’Assemblea Nazionale nigeriana ha stabilito un comitato per la revisione costituzionale a livello del Senato e della Camera dei Rappresentanti.

L’Assemblea, avendo espresso il proprio impegno a proteggere e aiutare gli sfollati interni, si trova nella posizione di dover avviare gli emendamenti alla Costituzione, in modo da incorporare anche la protezione di tali cittadini. Ciò garantirebbe una soluzione al problema a qualsiasi livello di Governo, e servirebbe come base per verificare la costituzionalità delle azioni, delle politiche, degli interventi e delle leggi governative in merito alla questione degli sfollati interni.

Benedetta Monti

Traduttrice freelance dal 2008 (dall'inglese e dal tedesco) soprattutto di testi legali, ama mettere a disposizione le sue competenze anche per fini umanitari e traduzioni volontarie.

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