Tintin piange per Bruxelles e diventa ambasciatore del dolore

Tributo a Tintin che è stato postato sul web
La vignetta che sta circolando sul web

L’immagine di Tintin in lacrime si è fatta virale. Il reporter boy-scout dalle mille avventure (e un numero di copie vendute che oltrepassa i 200 milioni) che si commuove, è diventata infatti in poche ore la “cartolina” – declinata in vari modi – che ha viaggiato sui social per esprimere la solidarietà a Bruxelles e alla vittime del terrorismo dopo gli attacchi subiti il 22 marzo. Mentre il Belgio e tutto il mondo reagiva all’inaudita violenza che ha colpito il cuore dell’Europa.

Bruxelles, oltre a essere sede istituzionale dell’Unione Europea è anche la patria del fumetto: l’adolescente viaggiatore creato dalla matita di Hergé ha “incarnato” così, con più di una vignetta, il sentimento di sgomento di fronte alla città sotto attacco, stimolando – in un tamtam contagioso – diversi disegnatori e artisti.

Tintin che legge sgomento il giornale; Tintin che versa lacrime amare come anche il suo fido cagnolino Milou; ancora Tintin che si lancia in una corsa disperata in moto con sotto la scritta “Resisti, Bruxelles” (probabilmente i fan del viaggiatore dai capelli rossi conoscono la sua caratteristica di essere “raddrizzatore dei torti” che non ha tempo, dunque, per restare preda dello choc).

Per Hergé al cuore di ogni avventura di Tintin c’era il viaggio. E sono proprio i luoghi delle partenze e degli arrivi – aereoporti come metropolitane – ad essere prese di mira dai terroristi, scatenando il panico fra cittadini e viaggiatori.

Tintin è protagonista di avventure in ogni parte del mondo: dall’Estremo Oriente alla Russia, dal Medio Oriente all’Africa, fino all’America e… alla luna.

L’incognita, nei fumetti di Tintin, è sempre “altrove”.

Ma in queste ore Tintin ha viaggiato in giro per il mondo via web. In pochi, pochissimi minuti, è diventato ambasciatore dei sentimenti più diversi di fronte a una grande incognita, stavolta proprio dentro casa.

Lacrime amare hanno rigato la sua inconfondibile faccia “malleabile” e “neutra”. Su cui ciascuno – come avviene da decenni con i suoi fumetti – può proiettare se stesso, la propria sete di risposte.

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