Hong Kong: “L’Occupy non finirà come nel 1989”

[Post ripubblicato dall’originale di Larry Ong per Epoch Times, in base a un accordo di condivisione di contenuti editoriali tra Voci Globali ed Epoch Times Italia.]

 

Zhou Fengsuo/Facebook.com
Zhou Fengsuo/Facebook.com

Zhou Fengsuo ci crede: la spinta democratica a Hong Kong resisterà anche se i dimostranti verranno sgomberati dalle strade.

Zhou è un ex leader degli studenti durante le proteste di Tiananmen del 1989. È stato a Hong Kong dal 2 all’8 novembre per osservare le aree della protesta accamparsi, per parlare alla folla e mostrare il suo sostegno alle manifestazioni pro-democrazia guidate dagli studenti.

Il 47enne ora vive a San Francisco. In un intervista con il Telegraph ha lodato “la tenacia e il coraggio” degli studenti: la rivoluzione degli ombrelli è “un momento di risveglio per Hong Kong”, ha aggiunto.

Zhou è rimasto anche impressionato dalla disciplina dell’occupazione.

“Il regime comunista cinese descrive la situazione a Mong Kok come caotica e terrificante, ma in realtà il posto è davvero ordinato e pulito“, ha riferito a Radio Free Asia (Rfa).

Quando gli è stato chiesto di paragonare il movimento dell’Occupy alle proteste di Tiananmen del 1989, Zhou ha risposto: “Per ora entrambi i movimenti sono identici tanto nell’idealismo, nell’abnegazione, nell’atteggiamento pacifico e razionale, quanto nel forte senso comunitario”.

Sono però le differenze tra la protesta degli studenti di Hong Kong e quella precedente di Pechino a chiarire la durata della prima e la ragione del fallimento della seconda.

Secondo Zhou le organizzazioni degli studenti di Hong Kong hanno almeno sei anni di storia, mentre la Federazione autonoma degli studenti di Pechino si era unita da appena due mesi prima di essere soppressa.

In virtù della loro stabilità, se gli studenti saranno spazzati via dalle strade le loro organizzazioni possono portare avanti l’eredità lasciata dai dimostranti.

Hong Kong è aiutata dal fatto di avere ancora dei partiti politici, è autonoma dalla Cina e ha una stampa libera, diversamente dalla Cina continentale, ha aggiunto Zhou.

Venticinque anni fa, dopo essere arrivato a Tianamen con i carri armati e i fucili, il Partito Comunista cinese ha soppresso e censurato l’informazione sulla repressione a un livello tale che gran parte dei cittadini della Cina continentale non sa quasi nulla delle proteste degli studenti.

Tuttavia, dal momento che Hong Kong è diversa, “il Governo non potrà conquistare questi studenti svegli”.

Sulla base di segnali recenti, presto probabilmente i giovani di Hong Kong verranno cacciati.

Lunedì 9 novembre la Corte Suprema di Hong Kong ha autorizzato la polizia ad aiutare gli ufficiali giudiziari a sgomberare i dimostranti da due delle tre aree occupate.

Il giorno dopo Carrie Lam, segretaria generale, ha annunciato l’irrigidirsi delle posizioni da parte del Governo di Hong Kong e della rottura dei dialoghi nei confronti degli studenti.

La Lam ha anche sollecitato gli studenti ad abbandonare “volontariamente e pacificamente” le zone occupate.

C’è però la possibilità che questa volta a polizia di Hong Kong non ricorrerà alla violenza.

Potrebbero essere inviati circa settemila poliziotti, ma sembrerebbe che non useranno le cariche con i manganelli per sgomberare i dimostranti.

Inoltre Zhou e i suoi ex compagni studenti attivisti potrebbero non doversi preoccupare dell’eventuale arrivo dei carri armati e delle truppe dalla Cina continentale.

Nel corso della conferenza stampa durante l’incontro dell’Apec a Pechino di mercoledì con Obama, il presidente degli Usa, Xi Jinping, il leader del Partito Comunista cinese, ha riferito che il Governo centrale non interverrà direttamente per gestire le proteste a Hong Kong.

A Hong Kong devono essere mantenute l’ordine e la sicurezza pubblica, ha aggiunto Xi e il suo riferimento alla sicurezza pubblica suggerisce un’improbabile azione repressiva.

Diversamente da Tiananmen nel 1989, se Xi manterrà la sua parola il mondo non vedrà una tragica fine per la rivoluzione degli ombrelli..

Articolo in inglese: Former Tiananmen Student Leader: Hong Kong Occupy Movement Won’t End Like 1989

 

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